Claudia Ciurlizza – fuori dai cori

04 mag

Una volta c’erano le Streghe

Streghe e Fate

Streghe e Fate

La  Liguria, come la Campania e tutto il Salento, è stato uno dei punti più cruciali per il ruolo della donna.
Non ci deve meravigliare se la Liguria e le sue campagne sono così ricche di storie contadine  e strie, come le chiamavano dalla Fontanabuona a Triora, da Dolceacqua al Sassello, tutta la zona è ricca di leggende.
E proprio del Sassello un vecchio detto medievale che la racconta tutta :
Che la piasa, che la tasa, che la staga a casa!
Appunto: che la donna stia a casa.

Come era nel progetto della società allora costituita, stato -chiesa autoritario controriformista che voleva la donna fra le quattro pareti domestiche, e in silenzio.Poteva forse ancora praticare qualche semplice nozione di medicina
tradizionale e di botanica per sè e la sua famiglia, tant’ è che, ancora oggi, si trae vantaggo dalle sue intuizioni sull’ uso delle erbe curative, ma certo è che nessuno fa più menzione di questa circostanza: questa grande scoop
erta empirica della possibile guarigione attraverso le erbe risale a lei, la strega!

In una selezione di erbe che ha pagato con il rogo, e, della quale ancora oggi si fa uso domestico:prezzemolo, sedano, anice, il famigerato ” ferrogio della strega”, malva, ruta, camomilla, ginepro e ancora alloro, salvia e arrigana (origano), quest’ ultimo se fumato anestetizza i dolori di denti.

Di questo e di altri esempi si legge nel libro
“L’ erba delle donne”, ma certamente siamo qui di fronte a un pallido ricordo della conoscenza delle streghe, o dei così detti ” semplici rimedi”..

Oggigiorno sono rimasti pochi prodotti davvero naturali, e di questi sono note solo alcune delle molte virtù terapeuti
che , in grado di curare le più comuni e banali indisposizioni quotidiane senza produrre effetti collaterali.
E così, dopo aver bruciato le streghe sul rogo, hanno condannato all’ oblio i composti di erbe mediche  che costituivano un bagaglio  di conoscenza millenaria (che possiamo dire coincidesse quasi totalmente con la coscienza scientifica dell’ epoca…Ma sopratutto per cancellare il ricordo dell’ antica conoscenza che si era estesa ormai in tutta Italia…

03 mag

La fiera degli dei

La fiera degli Dei

La fiera degli Dei

Nella puntata delle simpaticissime Iene, di due settimane fà, ho avuto modo di vedere, uno di loro, che introfulatosi, in un festival delle religioni, intervistava a modo suo ,con molta ironia e altrettanta provocazione, i vari partecipanti :Mussulmani, Ortodossi, Rabbini,Cattolici ed altri.
Potete immaginare  il putiferio che ne è seguito alla sua proposta di unirsi tutti nel nome di un solo Dio..
Un vero inferno.Le velenose Iene a questo punto, meritano un omaggio, per avermi divertito tanto , e volentieri, a tutto il gruppo
mando questo pezzo  tratto dall’ operetta teatrale L’ ERBA VOGLIO,scritta da mio figlio già nel 1990…ed è proprio :

“LA FIERA DEGLI DEI”

La fiera degli Dei,aprì presto la mattina, c’ eran mille sacerdoti, di ogni sorta di dottrina si tenevan conferenze sotto un grande capannone, ogni membro decantava la sua sana religione.

nel reparto dei cristiani eran molte le persone che marcavano i confini della propria confessione
libri sacri talismani nei banchetti colorati statue incensi candelabri accessori per i riti

mi riempiron di riviste  di magliette ed amuleti coroncine per rosari lunghi mantra segreti
camminavo frastornato nel groviglio di culture ogni passo che facevo aumentavan le paure

fra neri mussulmani ortodossi barbuti bramana nudi buddisti rasati
Maometto è grande solo Cristo è il salvatore Hre Krishna Hare Rama con Allah o traditore

ritornando al mio villaggio a Dio chiesi con rancore perchè queste divisioni non un unico colore?
nel silenzio della notte mi rispose da lontano la sua voce mi sfiorò come il tocco di una mano

non è stata opera mia tutto l’ uomo si è inventato
ed io dentro a quella fiera non ci sono mai entrato…..

Ritengo non ci siano ulteriori commenti da fare .

Con  simpatia.

02 mag

Il salon del caminetto

Palazzo Doria Genova

Palazzo Doria Genova

Questo scritto, risale nientemeno al 96, quando , la Civica amm.ne, dovette abbandonare Palazzo Doria, dove avevano sede vari servizi tra questi, la direzione delle Colombiane, lo sport e l’assessorato al turismo e spettacolo,e, spostarsi altrove, per ridurre le spese degli affitti.

Io all’ epoca, ero in servizio al centralino del palazzo,e, ricordo tutti, proprio tutti le care colleghe e colleghi, che, condivisero con me :giorni, mesi,anni, a parer mio , l’ ultimo periodo buono, prima del peggioramento
totale, che seguì, negli anni, sino al dramma attuale, oscuro e per me in continuo peggioramento.

Ch potrà mai dimenticare il caro Ruggero e la cara Mari e la loro guardiola di portineria? Sempre pronti a da re una mano,a noi comunali. Dopo poco è mancata lei,ed il povero Ruggi, la seguì a breve.

Quello, che rimarrà indelebile nella mia memoria, è il giorno della festa fatta da noi tutti, con il dott.Pugliese, direttore del nostro servizio, durante la quale io,recitai la poesia,scritta da me, a pochi giorni per l’ occasione, prendendo spunto da un discorso fatto  dal caro Ruggi , di come erano i palazzi e la via, ai tempi della nobiltà.

Chiudo un istante gli occhi,  simo ancora lì………la poesia, però oggi,èsolo per voi MARI e RUGGI….
IN QUESTI SUPERBI SALONI, BALLAVAN VECCI GONZI E BEI TROIONI,
CALORIFERI NON ERA, COSì EL CAMIN , L’ARDEVA DALLA SERA SINO AL MATTIN,
DE NOTTE POI, COL FREDDO E CON LA BORA, I FASEVA DENTRO E FORA
ACQUA NON ERA, NON ERA BIDE’ SPUSSAVA LA MONA EL BIGOLO I PIE’……
RUGGERO EL DISE CHE I ERA PIENI DE PEDOCCI, ANCHE SE I PAREVA…
COSI’ BEI AI NOSTRI OCCI…….

01 mag

Gianni Rodari

Gianni Rodari

“1955″ ZONA  A. ZONA B:”

(Da un servizio di GIANNI RODARI; inviato in Istria dalla redazione di  ” IL Lavoratore”, in occasione delle elezioni del 1950..

L’ impressione che ogni gesto di ogni singolo cittadino, che ogni suo movimento ed ogni sua parola, potevano essere seguiti, analizzati, interpretati, riportati negli uffici di polizia e nelle sedi dei comitati locali, era un impressione fisica, una certezza fisica. Quando si parla di atmosfera, di clima di terrore, si può essere indotti a pensare a un fatto psico
logico, alla generalizzazione di un sentimento vago.

La paura in zona B non ha il volto vago e confuso di un fatto psicologico. Ha il volto concreto e fisico, la divisa dell’ agente, il passo dei reparti militari croati che sfilano cantando nelle piazze, lo sguardo fisso e penetrante del poliziotto in borghese…

Ed al grande RODARI, dedico , questo ricordo di una testimone di famiglia contadina di Orsera , all’ epoca bimba di pochi anni:

Nelle nostre case il ritratto del nuovo capo del governo , doveva avere un posto di riguardo. TITO ci guardava, ci controllava regolava le nostre vite. Mio padre non si rassegnava, la sera quando tornava a casa, stanco dal lavoro, imprecava, bestemmiava (così bonariamente come solo i veneti riescono a fare), buttava la foto per terra, ma non doveva urlare, perchè gli altri potevano sentire e fare la spia.

Una sera, come tante, aspettamo che mio padre rientrasse, ma i muli, uno il Moro, l’ altro non ricordo il nome, tornarono soli.

Mio padre non c’era. La mamma con sgomento ci disse:

” La notte lo gà portà via “

30 apr

Da donna a uomo

Da donna a uomo

Da donna a uomo

” PICCOLA  RIFLESSIONE  AL  FEMMINILE ”
da una donna…..a un uomo.

Luciano, in casa c’è profumo di arrosto, tutto è in ordine, le camicie sono  stirate, la tua biancheria è a posto nei cassetti. vicino alla tua poltrona c’è il telecomando, la settimana enigmistica, matita e gomma,sigarette, accendino.
Ma il matrimonio è tutto qui? te l’ ho chiesto e tu mi hai risposto di sì .
Mi hai detto che sei contento che sono una brava moglie.
Mi hai grattato la testa come si fa ad una gatta.
Vorrei andarmene da questa vita da bonsai, perchè mi pare di morire,
di spegnermi a poco a poco come una candela.
Vorrei andarmene a cercare tutte le parti  di me che ho cancellato  per piacerti.
Ma ho il sospetto che non ci sia via di scampo.
Che questo limbo incolore sia quello che chiamano  FELICITA’

Ho letto questo messaggio di Sandra,su di una rivista, e lo conservo ancora,
vi chiederete il perchè? Parecchi anni fa, ho voluto fuggire da quel limbo incolore
come lo chiami tu cara amica,ma, con il senno di poi, ho capito che non esiste “FELICITA’ per nessuno,e men che meno, formato donna…..
Tutti cerchiamo di sopravivere alla bene  e meglio,donne, uomini, anziani ,
adolescenti c’è un malessere, un disagio tale che rasenta la disperazione
estrema, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti,anche se ahimè
solo i politici, presi come sono,nella loro follia di dominio, non si accorgono
di nulla,oppure ,poco conta la PLEBE. altrochè :P OPOLO  SOVRANO!!!

29 apr

L’ arte della guerra

Sun Tzu l' arte della guerra

Sun Tzu l' arte della guerra

Consiglio, di tutto cuore, ai signori politici, sia di destra, che di sinistra, certa, che solo pochi l’ abbiano fatto,di leggersi questo capolavoro, di un grande maestro, nato nello stato sudorientale verso la fine del  VI secolo a.C. di nome  Sun TZU.

E’ senz’ altro, uno dei più antichi manuali bellici sulla guerra, esistenti sulla terra, ed aggiungerei , sorprende,chi legge, per la sua attualità.   Pensate,è oggi un libro di culto anche per manager e dirigenti aziendali.

Chi lo leggerà, si chiederà, come ho fatto io:ma se a detta del maestro, l’arte della guerra è di vitale importanza per lo Stato e descrive ogni mossa, ogni astuzia, ogni minimo particolare, per non sbagliare, per assicurarsi la vittoria sull’ avversario, come mai,  oggi,con tanti uomini potenti,circondati da eserciti di sapientoni che li seguono ovunque, a non comprendere le
strategie vincenti per i popoli? Qui non  si parla solo di arte bellica ma di saper  evitare catasrofi prima che queste si verifichino.

La mia paura cari amici è che in tutti questi anni di mal gestione di tutto: ambiente,sanità,magistratura,scuole,finanze,si è creato un tale ginepraio,che , non riesco a vedere una benchè minima via di uscita,e son certa non la troverebbe neanche il grande maestro stratega, autore del saggio…

PS.cito una delle frasi che mi ha colpito :

Vale il detto: uno può sapere come vincere senza, però, essere in grado di farlo !!!..

ed ho detto tutto.

28 apr

A proposito de eredità!!! (dedicado ai mii fioi)

Rijeka - Fiume

Rijeka - Fiume

La mia nonna Celestina,quella che me gà allevado,essendo mi orfana ,da quasi  la nascita,e in seguito mia tutrice,la era molto benestante co erimo nella nostra amatissima e bellissima Fiume.Vivevimo    in pien benessere,in una stupenda casa a tre piani, conservo sempre le planimetrie,per ricordar quel che gavemo lassà ai Titini ,nuovi padroni in casa nostra.Il tutto  circondado da alberi,orto e giardin con ogni tipo de fior.Questo era tutto nelle alture della città,via Isonzo,come dir quà.via D.Chiodo.
Giù in centro,sotto la Torre Civica,dietro al Corso,era la bottega de manifature,come se diseva una volta,per chi non gà mai visto in passato  una de stè botteghe,non sè parole per descriverne la bellezza.Tutto intorno scaffali carighi de stoffe ,dalle sete più fini, alle più belle tele,cotoni e flanelle,tutto el necessario,per far vestiti da omo e donna.Poi veniva el sarto,e faceva su misura e a piaser del cliente.

Ognun gaveva el suo vestito unico,non era duplicato in tutta la città e dintorni.

Un brutto giorno poi,se arrivà un ispettor del governo de Tito,e per noi se stà la fine de tutto.Con far diplomatico,el gà domandà alla nonna,che la era come sempre dietro al suo bel bancon in legno antico, a forma de ferro de caval ; draga drugarica, che saria come dir:

cara  compagna chi è titolar di questa bella bottega?

all’appena sussurada risposstaa; son io,arrivò,come una fucilata la sentenza:

Devi esser orgogliosa,perchè da domani,sarai gerente di una proprietà dello stato socialista del maresciallo Tito.
Detto questo,chiese la chiave de tutte le porte e se andà via.           metà, magnadi dall’allora governo Italiano..

Erimo a quel tempo al campo profughi de Chiavari,poi, se gavemo trasferì, con tutte le masserizie in Oregina, e, spendi de quà spendi de là, el gruzzolo se gà sugà.
Un quattro anni dopo,gò ciappà mi, un altra tranche de soldi, come unica erede della Cele, mia nonna/mamma,era D’Alema,Ministro degli Esteri, dopo, se passà tutto in sordina. Gà preso el Ministero,el  Fini, poi ora el Frattini,i se incontra sempre con i vari Ministri Slavi,tante ciaccole, ma poche frittolle, come disemo noi.

La maggior parte de noi se veccia, tantissimi se morti, o quà,o all’estero, penso, che  ormai se dovemo dar pace, e chissà chi magnerà quella che i politici tutti gà ciamà : un unica somma, per liquidar el debito che la Yugoslavia gaveva con noi esuli Giuliani, vittime di ignobili strategie, venduti per un debito di guerra prima ed ora in tempo di pace, dimenticati!!

Altrocchè giorno del ricordo ,Giorno del Rimorso, per quello che avete fatto, distruggendo la vita e la  dignità di ITALIANI DUE VOLTE!!

31 mar

Sanità oggi peggio di ieri

malasanità

malasanità

“Ammalarsi e non aver soldi in Italia vuol dire morire,peggio la mutua che la malattia,giri in lettiga e muori per via,
negli ospedali non trovi mai posto,i pezzi grossi e i baroni si sà,vanno in clinica a farsi curar.,,,
e sul programma della D.C.ormai da vent’anni è scritto così!!!!!

Chissà quanti della mia generazione,ricorderanno questo ritornello che fu uno dei cavalli di battaglia del buon Trincale ,cantautore
di protesta,dell  ‘allora P.C.I. io le ricordo eccome,con tanta tristezza,in quanto da allora,nulla,ma proprio nulla è cambiato,anzi
oggi si può dire che,dopo anni ,fiumi di parole,ma sopratutto soldi,quanti soldi,buttati via,siamo alla catastrofe totale!!!!!!
Queste cose,vanno dette,ma non come i soliti brontolii di sfogo tra vecchi delusi,devono spronare i giovani,che non continuino ad
illudersi ma si rimbocchino le maniche,e capiscano che la fantasia non paga e,i sogni ahimè,muoiono all’alba.
P.S.il simpatico Trincale,ormai molto anziano,ma ancora in gambissima,canta nelle piazze di Milano,chissà cosa ne pensa di ciò
che avrebbe desiderato e non si è mai avverato.Non è il solo.
Oggi con il disastro,che è la sanità,non si muore solo in lettiga,ma in sala operatoria,o per diagnosi errate,o addiritura di parto,
insomma,senza ripetersi troppo,di tutto di più..

29 mar

Profughi giuliani

Profughi giulianiProfughi siamo figli del dolor,senza casa e senza focolare,se piange il ciglio e si spezza il cuor,la preghiera sale a Te
Madre se vuoi che torni a noi la vita,fra i nostri cari che lasciammo laggiù,facci tornare tu.

Questa,caro Marco,era la canzone,che cantavamo nei campi profughi,dove ognuno di noi risiedeva,nel mio caso e dei miei cari,
per ben nove anni ,prima che,ci trasferissimoin Oregina,fu la colonia Fara di Chiavari.Durante la messa domenicale,si innalzava
questa supplica alquanto assurda ,ben consapevoli che non ci sarebbe stato ritorno.Non so descriverti i pianti durante la funzione
persone che avevano perso tutto ,anche la propria identità…Mi chiedo,potranno mai,il  cardinal Bagnasco,don Gallo con tutti i suoi
proseliti, comprendere veramente il dramma delle nostre genti???

Oggi non  capisco il perchè,si levano urla di indignazione,quando si parla di impronte digitali,anche da parte di Famiglia Cristiana,
qando ben si  ricorderà,era l’era De Gasperi\Andreotti,a noi  tutti furono prese,eccome,così come viene ancor fatto oggi in tutti gli
altri paesi,e tutti si adeguano.In quanto poi,ai centri di accoglienza temporanea,non credo sia peggio,di quello che fu per noi,enor
mi stanzoni, un tot di metri a famiglia,divisi da coperte,tipo accampamento…
Uno di questi giorni,pensavo di recarmi a Chiavari,chiedere il permesso e fare un lungo filmato da lasciare in ricordo ai miei figli e
amici affinchè non dimentichino.Dio benedica  l’ex presidente Ciampi,Enrico Mentana, e Toni Capuozzo,che a parer mio son stati
gli unici a parlar di noi,con vivo sentimento.E,se proprio devo essere sincera sino in fondo,ricevemmo,anche se un pò in ritardo,le scuse da parte dell’On.Violante per come eravamo stati accolti,da quelle regioni,le cui stazioni ferroviarie non lasciavano fermare i
convogli affinchè la gente potesse fornirsi d’acqua e riposarsi un pò,ma fecero proseguire al grido di”FASCISTI”!!!.

Io  a quell’epoca,avevo otto anni,e,come la maggior parte,delle mie coetanee,finimmo in collegio a Camogli dalle Gianelline,per evi
tare di vivere in quella promisquità.Chiedo ai ragazzi ed agli adulti,una pausa di riflessione,per poter immaginare quale ripercussione
possa avere un simile calvario,nella vita di un essere umano,sradicato,dall’oggi al domani,da una vita di completo benessere e perde
re di colpo la sua identità .Non essere più NESSUNO!!!

la   profuga  giuliano  dalmata    Claudia Ciurlizza

28 mar

Fuori dai cori – Malati psichici

maschere

maschere

Noi non abbiamo segni visibili come i prigionieri rinchiusi nei campi di distruzione che portavano il numero tatuato su braccio sinistro.
Potete cogliere, a volte, l’etichetta negli occhi persi nel vuoto, tristi, opachi per i troppi farmaci, forse nei movimenti inconsueti o nelle risate incontenibili.
Camminate d’attesa senza futuro, senza più sogni, in una sofferenza muta, o peggio…….non si soffre più…….abbandonati come tronchi nell’acqua.

Non riusciamo a tenere il passo perché gli altri non camminano più: gli altri corrono.
Oppure siamo noi a correre e gli altri sono lenti…….troppo lenti a capire! Non amo la parola TOLLERANZA e tanto meno la PIETA’ elargita nelle espressioni di TROPPI che pensano di trovare la soluzione in sguardi di compatimento che ci offendono e ci umiliano.

Noi, esili fili d’erba nati nell’asfalto, quanta forza abbiamo…… Dedicato a chi ci spinge nei lager del disagio e nella giornate vuote, a chi ci spersonalizza rubandoci la libertà: a chi ci minaccia di toglierci quei pochi pezzi di carta chiamati “pensione civile”, beffa e fonte di vergogna per chi li riceve ( neanche trecento euro al mese, 245,60)….chi sta meglio ha il terrore che gli vengano tolti……Dove potrebbe lavorare? Cosa si può fare senza questa miseria di reddito?

Così la depressione incalza in persone fragili ma spesso consapevoli, che non riescono a realizzare e a gridare FUORI DAL CORO, i loro diritti a una vita dignitosa. Quando sarà il momento per i politici di fare un passo verso queste persone salvate dalla legge 180 di Basaglia, per aiutarle concretamente?

Rosanita Galleni