Profughi giulianiProfughi siamo figli del dolor,senza casa e senza focolare,se piange il ciglio e si spezza il cuor,la preghiera sale a Te
Madre se vuoi che torni a noi la vita,fra i nostri cari che lasciammo laggiù,facci tornare tu.

Questa,caro Marco,era la canzone,che cantavamo nei campi profughi,dove ognuno di noi risiedeva,nel mio caso e dei miei cari,
per ben nove anni ,prima che,ci trasferissimoin Oregina,fu la colonia Fara di Chiavari.Durante la messa domenicale,si innalzava
questa supplica alquanto assurda ,ben consapevoli che non ci sarebbe stato ritorno.Non so descriverti i pianti durante la funzione
persone che avevano perso tutto ,anche la propria identità…Mi chiedo,potranno mai,il  cardinal Bagnasco,don Gallo con tutti i suoi
proseliti, comprendere veramente il dramma delle nostre genti???

Oggi non  capisco il perchè,si levano urla di indignazione,quando si parla di impronte digitali,anche da parte di Famiglia Cristiana,
qando ben si  ricorderà,era l’era De Gasperi\Andreotti,a noi  tutti furono prese,eccome,così come viene ancor fatto oggi in tutti gli
altri paesi,e tutti si adeguano.In quanto poi,ai centri di accoglienza temporanea,non credo sia peggio,di quello che fu per noi,enor
mi stanzoni, un tot di metri a famiglia,divisi da coperte,tipo accampamento…
Uno di questi giorni,pensavo di recarmi a Chiavari,chiedere il permesso e fare un lungo filmato da lasciare in ricordo ai miei figli e
amici affinchè non dimentichino.Dio benedica  l’ex presidente Ciampi,Enrico Mentana, e Toni Capuozzo,che a parer mio son stati
gli unici a parlar di noi,con vivo sentimento.E,se proprio devo essere sincera sino in fondo,ricevemmo,anche se un pò in ritardo,le scuse da parte dell’On.Violante per come eravamo stati accolti,da quelle regioni,le cui stazioni ferroviarie non lasciavano fermare i
convogli affinchè la gente potesse fornirsi d’acqua e riposarsi un pò,ma fecero proseguire al grido di”FASCISTI”!!!.

Io  a quell’epoca,avevo otto anni,e,come la maggior parte,delle mie coetanee,finimmo in collegio a Camogli dalle Gianelline,per evi
tare di vivere in quella promisquità.Chiedo ai ragazzi ed agli adulti,una pausa di riflessione,per poter immaginare quale ripercussione
possa avere un simile calvario,nella vita di un essere umano,sradicato,dall’oggi al domani,da una vita di completo benessere e perde
re di colpo la sua identità .Non essere più NESSUNO!!!

la   profuga  giuliano  dalmata    Claudia Ciurlizza