Palazzo Doria Genova

Palazzo Doria Genova

Questo scritto, risale nientemeno al 96, quando , la Civica amm.ne, dovette abbandonare Palazzo Doria, dove avevano sede vari servizi tra questi, la direzione delle Colombiane, lo sport e l’assessorato al turismo e spettacolo,e, spostarsi altrove, per ridurre le spese degli affitti.

Io all’ epoca, ero in servizio al centralino del palazzo,e, ricordo tutti, proprio tutti le care colleghe e colleghi, che, condivisero con me :giorni, mesi,anni, a parer mio , l’ ultimo periodo buono, prima del peggioramento
totale, che seguì, negli anni, sino al dramma attuale, oscuro e per me in continuo peggioramento.

Ch potrà mai dimenticare il caro Ruggero e la cara Mari e la loro guardiola di portineria? Sempre pronti a da re una mano,a noi comunali. Dopo poco è mancata lei,ed il povero Ruggi, la seguì a breve.

Quello, che rimarrà indelebile nella mia memoria, è il giorno della festa fatta da noi tutti, con il dott.Pugliese, direttore del nostro servizio, durante la quale io,recitai la poesia,scritta da me, a pochi giorni per l’ occasione, prendendo spunto da un discorso fatto  dal caro Ruggi , di come erano i palazzi e la via, ai tempi della nobiltà.

Chiudo un istante gli occhi,  simo ancora lì………la poesia, però oggi,èsolo per voi MARI e RUGGI….
IN QUESTI SUPERBI SALONI, BALLAVAN VECCI GONZI E BEI TROIONI,
CALORIFERI NON ERA, COSì EL CAMIN , L’ARDEVA DALLA SERA SINO AL MATTIN,
DE NOTTE POI, COL FREDDO E CON LA BORA, I FASEVA DENTRO E FORA
ACQUA NON ERA, NON ERA BIDE’ SPUSSAVA LA MONA EL BIGOLO I PIE’……
RUGGERO EL DISE CHE I ERA PIENI DE PEDOCCI, ANCHE SE I PAREVA…
COSI’ BEI AI NOSTRI OCCI…….